Piazza del Popolo Latina

IL MERCATINO DELLA MEMORIA DI LATINA: LA STORIA IN ESPOSIZIONE

Il Natale è passato e la Befana, come tradizione, si è portata via le feste e i mercatini.

Le luci soffuse, l’odore intenso e consolatorio dei dolci sono ormai un ricordo, conservato e messo da parte con cura per riassaporarlo di nuovo alla fine dell’anno.

Se volete rivivere un po’ dell’atmosfera magica dei mercatini di Natale, qui troverete ottimi spunti e consigli.

Se siete amanti delle bancarelle però, non avete bisogno di aspettare dicembre. Negli ultimi anni i mercatini dell’usato, o mercatini Vintage, stanno ritrovando un nuovo splendore in quest’epoca di usa e getta.

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Questi luoghi affollati di oggetti che portano sulla loro superficie il tocco di una gioia passata, di un momento, di qualcuno. Conservano perenni quel colore un po’ sbiadito e quella lentezza tipica di chi gironzola senza troppo scopo. Luoghi che accolgono volentieri occhi curiosi spinti da mani incrociate dietro la schiena, sguardi indagatori e voci decise che difendono un equilibrio personale tra domanda e offerta.

Dall’altra parte, pazienti sorrisi un po’ insonnoliti incorniciano menti pronte a spiegare la storia di un oggetto e a sottolinearne il valore.

Dopo la palude, la (ri)nascita

Tra le città custodi di questi luoghi dedicati al passato c’è Latina con il suo Mercatino della Memoria.

Già, Latina.

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Una città giovane che ha comunque un importante pezzo di storia da raccontare e che ancora fatica a scrollarsi di dosso l’ombra di una paternità pesante.

Ma il tempo sbiadisce i ricordi e regala clemenza, e questa città ha appena iniziato a percorrere la sua parte di storia.

Il territorio di Latina sorge nel cuore dell’Agro Pontino, un tempo zona paludosa e poco ospitale.

I primi tentativi di bonifica delle paludi pontine risalgono all’epoca medievale, ad opera dei religiosi che vivevano nelle zone dei Monti Lepini. I cluniacensi in particolare, riuscirono a realizzare delle canalizzazioni parziali dando vita al Fosso Nuovo, che ha dato il nome al Borgo di Fossanova, in cui sorge la famosa Abbazia.

Molti pontefici si dedicarono alla bonifica del territorio per poter estendere i loro domini, ma la vera bonifica iniziò solo dal 1927. Prima di allora, le paludi dell’Agro Pontino erano attraversate solo da butteri e i nomi di alcune località davano già l’idea della vita che scorreva in quei luoghi: Pantano d’Inferno, Pantano della Morte, la Femmina Morta, Caronte, Piscina della Tomba.

La terra libera dalle acque putride e stagnanti, vennero affidate ai contadini arrivati dal Veneto, dal Friuli e dall’Emilia Romagna.

Una città che all’epoca rappresentava speranza e la possibilità di una nuova vita per i contadini che lasciavano il Nord Italia per occuparsi di terre che avevano appena iniziato a vedere la luce e che, grazie al loro lavoro, vedevano i primi frutti. Oggi Latina intreccia dialetti di monti vicini e modi di dire di pianure lontane; accenti puliti inciampano nelle parole sentite dai nonni. Usanze che si mescolano e si inventano per dare vita a tradizioni nuove.

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I più giovani, a volte, strappano una romanità forzata, oppure limano troppo una lingua ancora indecisa su quale panorama sporgersi.

Le panchine della piazza centrale raccolgono storie di guerra e avventure di altri tempi, raccontano di giovinezze dolci e rassicuranti, faticose e perdute.

Tutto intorno linee dritte e palazzi dall’aria austera. Sotto ai portici qualche zanzara colorata.

Il Mercatino della Memoria

Il Mercatino nasce dall’iniziativa di Cesare Bruni ed alcuni collezionisti che inaugurano l’evento il 18 dicembre del 1994.

Passeggiare tra le bancarelle del Mercatino è come entrare ed uscire dalla porta del tempo. I decenni del passato si intrecciano in un alternarsi di ricordi di guerra e libertà conquistata. I vecchi vinili sono poggiati con cura e aspettano un orecchio legato a quella musica; di fianco quadri e fotografie che ritraggono paesaggi ormai scomparsi.

A pochi passi mani frenetiche scorrono veloci titoli di libri, qualcuno tiene vittorioso qualche testo in braccio, qualcun altro sfoglia le pagine ingiallite. Al centro della bancarella un occhio vigile controlla e consiglia.

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Vecchi giocattoli parlano di infanzie già consumate dal tempo; macchine da scrivere mute condividono lo spazio con tavoli, sedie e bauli; qualcuno mette in mostra monete che un tempo hanno arricchito qualche tasca. Servizi da tè riportano indietro la memoria alle credenze della nonna con fantasie intricate di fiori che si muovono in spazi bianchi. In un angolo ignorato, una scatola. Foto in bianco e nero ritraggono volti estranei allo scorrere del tempo, giovani e meno giovani, sguardi severi, sfondi bianchi e abiti dalle linee antiche. Ricordi, forse, di qualcuno a cui non servivano più.

Ad oggi, il Mercatino rappresenta la tappa più apprezzata per gli appassionati di collezionismo e antiquariato nel Centro Italia, quindi se siete degli appassionati o semplicemente vi piace la storia, non potete perderlo. Ogni prima domenica del mese, andate armati di occhio buono e un po’ di fortuna, potreste trovare qualche vero gioiello!

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