PENSIERI DALLO SRI LANKA DA UNA RAGAZZA DI CITTA’

Sri Lanka

La gente non si lamenta se piove, ne è grata piuttosto.
Le persone si aiutano a vicenda, si cedono il posto sui bus, si stringono per dar modo a tutti di sedersi, non si lamentano se rimangono in piedi.

Nel tempio buddista di Anuradhapura è conservato l’albero dove il Budda ebbe l’illuminazione. L’albero continua a crescere negli anni incontrando le mura del tempio. Durante la visita vedo dei lavori in corso e chiedo: “Che tipo di lavori state facendo?”; mi rispondono: “stiamo riadattando la struttura del tempio alla nuova conformazione dell’albero”.
In strada si usa il clacson per avvisare la propria presenza senza urlarsi contro.
Le persone si salutano anche se non si conoscono, si accolgono l’uno a casa dell’altro.
Il concetto di sconosciuto sembra non esistere, anche il senso di proprietà è relativo.
I cani sono della comunità e non del singolo.
C’è sempre un pasto per tutti.
Sono persone accoglienti che spesso ti offrono più di quel che hanno, o più di quel che hai chiesto.

SRI LANKA

Roma

Se uno sconosciuto ti guarda o ti parla: “Questo ora che vuole?”.
Se piove è la fine del mondo e motivo per non vivere la giornata con normalità.
Pronti ad aggredirci verbalmente ancor prima di ascoltarci.
Il confine di proprietà è ben definitivo e difficilmente valicabile.
Non ci salutiamo se non ci conosciamo.
Lavoro, guadagno, pago, pretendo! Quindi al posto che ho pagato mi ci siedo IO (a meno che tu non sia un anziano o una donna incinta, ovvio)
Gli animali? Questi sconosciuti, a meno che non siano addomesticati certo.
Il pasto degli ultimi tempi? All you can sh-eat!

IN AEREO DI RITORNO DALLO SRI LANKA

Torno felice e grata, da una terra che in poco tempo mi ha aperto gli occhi mostrandomi un senso di umanità inimmaginabile nella società in cui vivo, la civiltà è un concetto legato ad un’attenzione in primis verso la comunità e non verso il singolo, un pensiero che sembra un miraggio.
E mi dispiace, abbiamo ricchezze e tecnologie e ci sentiamo “avanti” eppure siamo poveri di umanità, anni luce indietro da un senso di bene comune, rispetto reciproco.
Siamo noi ad avere bisogno di psicologi, di psicofarmaci, di antidepressivi, di medicine, sovra carichi di stimoli e di solitudine. E ci credo. Ci siamo allontanati dalla natura umana e dai piaceri della semplicità.
Per fortuna esistono società nel mondo che ancora sono parte integrante della natura, ne rispettano forme e manifestazioni, nel bene e nel male.

Il viaggio è anche questo, quanta meraviglia!

 

 

 

 

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